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venerdì, 29 febbraio 2008

DALLA LIBRERIA DELLE DONNE DI MILANO

IL SI' DELLE DONNE NON SI PUO' SALTARE
"L'aborto è sempre stato punito, anche quando la società industrializzata imponeva pochi figli. Sull'ipocrisia di quella punizione il movimento politico delle donne ha detto molto. Ma non si tratta solo di ipocrisia: sull'aborto si è giocato e si gioca un conflitto di potere tra i sessi. Sono le donne a sapere quando è cominciata una gravidanza e a decidere se proseguirla, se informare il compagno, se interromperla, per lo più consultandosi con altre donne.
L'autorizzazione eventuale ad abortire viene data all'interno di una cultura e di una società di donne. Legiferare sull'aborto o sulla pillola è un modo per gli uomini di assicurarsi simbolicamente il controllo sul corpo femminile fecondo.!"...
('Il testo per ragionare insieme sulla possibile depenalizzazione dell'aborto' - Novembre 1989, a cura della Libreria delle donne di Milano)
http://www.libreriadelledonne.it
/news/articoli/contrib250208_depenalizzazione.htm


"Ma sfidiamo i Ferrara, i Merlo e quant'altri, a trovare nella letteratura femminista in materia un solo riferimento all'aborto come diritto. Disgrazia, lapsus, incidente, effetto dello squilibrio fra sessualità maschile e sessualità femminile: l'aborto è da sempre, nel vocabolario femminista, un'eccedenza irriducibile al linguaggio del diritto e dei diritti - scrive Ida Dominjianni in 'A chi piace il diritto all'aborto?' (Manifesto 19 Febbraio 2008) - 'Non credere di avere dei diritti' si intitola, significativamente, il volume della Libreria delle donne di Milano che ricostruisce questa eccedenza dell'aborto dal linguaggio del diritto e dei diritti. 'Noi sull'aborto facciamo un lavoro politico diverso', si intitolava un famoso documento del '75 che spostava il fuoco dalla richiesta di una legge all'analisi della sessualità e del desiderio (o non desiderio) di maternità..."
http://www.libreriadelledonne.it/
news/articoli/Manif190208.htm


"Mentre la Lombardia riduce a 22 settimane e 3 giorni il limite per l'aborto terapeutico, il primario di Ginecologia del San Carlo di Milano parla dei 5mila aborti praticati -scrive Davide Casati su City di venerdì 25-01-2008 in 'Ho praticato 5mila aborti tutti drammi inevitabili' - "Ogni volta è un peso.
Ineludibile". Mario Ramondini, unico ginecologo del S.Martino di Genova che compie aborti, dice di essere soprannominato "Erode" in corsia. Lei si sente "Erode"?
"No. E rifiuto la definizione di abortista. Io sono un medico che per motivi personali, storici, culturali ha scelto di praticare questa attività in favore delle donne. Consapevole che questo sia un dramma, per tutti..."
http://www.libreriadelledonne.it/
news/articoli/City250108.htm

postato da: lunadonna alle ore 16:20 | link | commenti
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AUTODETERMINAZIONE FEMMINILE

Le donne non sono dove ve le aspettate, le donne sono dappertutto!

S'aggira per Milano ed è molto incazzata. Da un po' di tempo la sua vita e quella di tante donne che conosce le sembrano un continuo giro dell'oca.

Gira e gira perché non riesce a trovare casa, il lavoro non la soddisfa, ciò che guadagna è insufficiente per mantenerla, se deve abortire gli obiettori la rimandano al via, il datore di lavoro la tiene ferma un giro e cerca di molestarla, se sta con una donna la insultano per strada, se esprime un'idea la denigrano, ovunque si giri trova razzisti e ciellini che blaterano di "sacra famiglia" e di "tradizioni cristiane", non c'è pubblicità o programma tv in cui non la trattino da... oca. Gira e gira tra ospedali e asili nido, perchè è sempre lei che affronta e risolve i problemi quotidiani, anche se poi vengono promulgate leggi che la trattano da irresponsabile.

E se tutto questo non bastasse sa bene che ora tutti i sinistri partiti ricominceranno a tormentarla con la campagna elettorale e con le loro bugie.

Ha deciso che è ora di reagire e di cominciare ad attraversare i luoghi di Milano, decisa a dire la sua e ad indagare se davvero viviamo in una città in stato vegetativo. È attenta ad ogni fruscio di desideri e cerca di scorgere un’ombra di intelligenza e umanità fra le strade inquinate, i luoghi alienati del vivere quotidiano, la rinuncia travestita da "tutto bene nel migliore dei modi possibili" o da "che ci possiamo fare? è così".

Ed ecco dove la potete trovare:

* il 2 marzo risponderà alle frottole del family day con il suo family way: per ricordare che è soprattutto in famiglia che le donne vengono schiavizzate e massacrate ha scelto di stare sul Naviglio Pavese, dove alcuni giorni fa l’ennesima donna è stata ammazzata dal convivente

* il 5 marzo andrà ad obiettare gli obiettori fuori da una delle tante cliniche in cui le donne vengono umiliate e colpevolizzate in nome di una presunta "difesa della vita", "difesa" che non trova paladini così solerti quando la vita di donne e uomini è continuamente messa a rischio dalle polveri sottili, dalla diossina, dagli "incidenti" sul lavoro...

* l’8 marzo vorrebbe tanto starsene a farsi i fatti propri (non sopporta più quella data e ripete "mi hai r8 marzo"), ma scenderà comunque per strada – in un luogo insolito – con il suo gioco dell’oca incazzata per incontrare altre donne, condividere e tramare con loro.


La riconoscete per la sua auto/determinazione.

Guardatevi intorno: potrebbe già essere accanto a voi…



Collettivo femminista Maistat@zitt@
Collettivo Ri/belle

www.vieneprimalagallina.org
<http://www.vieneprimalagallina.org/>

per info maistatezitte@autistiche.org


postato da: lunadonna alle ore 13:58 | link | commenti
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lunedì, 25 febbraio 2008

Tamara Di Davide Donne in Lotta


COMITATO ETICO
DONNA IN LOTTA PER LA DIGNITA’ FEMMINILE


Lettera aperta contro la prostituzione

Care amiche e compagne di  associazioni femminili e centri antiviolenza di tutta Italia e singole donne, permettetemi innanzitutto di presentarmi.  Sono Tamara Di Davide (pseudonimo preso da Tamar figlia Di Davide re d’Israele circa tremila anni fa) e, con un gruppo di amiche che condividono i medesimi ideali, promuovo la costituzione del  C.E. (Comitato Etico) “Donne in lotta per la dignità femminile” al fine di affrontare un tema difficile e complesso come quello della prostituzione,  operando quindi su un terreno fragile e  scivoloso, ma non più ignorabile né rimandabile.
Il C.E., intende operare come organismo assolutamente laico e composto da donne che, al di là delle convinzioni personali di carattere religioso e politico, hanno assunto e condiviso una posizione forte, quale punto di partenza: la prostituzione è un fenomeno inaccettabile che offende l’immagine e la dignità femminile, causa ed effetto di un rapporto uomo-donna perverso, mercificato e violento

Esiste una metastasi sociale diffusa, provocata anche da un certo femminismo venduto e allo sbando, secondo il quale, chi  vuole può liberamente prostituirsi, o andare a prostitute, almeno fra maggiorenni. Tutto questo, viene spacciato per libertà, ma è tutt’altro che libertà, è decadenza e assenza di valori, e gli effetti si possono vedere e sentire ogni giorno.
Secondo l’EURISPES, le prostitute sono passate da 3000 nel 1958 a 70.000 ai nostri giorni, la stragrande maggioranza delle quali sono straniere costrette alla prostituzione di strada che dà luogo ad un giro di affari vertiginoso. La prostituzione minorile  intanto è aumentata del 200% in pochi anni.

Nel corso della Storia il patriarcato, alleato delle religioni e dei partiti della destra, ha regolamentato la prostituzione per assicurare agli uomini questo turpe “servizio sociale” dimodochè, dando sfogo ai loro bassi istinti sessuali e dividendo il popolo delle donne in donne perbene e donne permale, essi possano mantenere l’esercizio del potere sulle donne. E, stante che della dignità e del simbolico femminile non è mai importato nulla a nessuno, perpetuano l’aberrazione della doppia morale.

Sta di fatto che le donne, pur svolgendo i 2/3 del lavoro mondiale, e pur prostituendosi nelle più varie forme, sono titolari di un solo centesimo della ricchezza mondiale (dati OML). Esiste infatti, un preciso collegamento fra lo sfruttamento del lavoro delle donne, il simbolico in negativo delle donne, e la prostituzione, nella misura in cui abbiamo da una parte, la prostituta per “libera scelta” che guadagna grosse cifre con poca fatica, e dall’altra la donna distrutta dalla fatica e dalle gravidanze. Ma le prostitute dal denaro facile sono pochissime, mentre le donne distrutte dalla fatica e non pagate o sottopagate, nonché costrette a prostituirsi, sono tantissime.

IL costituendo C.E. parte dal concetto che la prostituta non opera solo su di sé e per sé, ma su tutta l’immagine femminile, poiché rappresenta il corpo della donna venduto e usato per il piacere (sadico) maschile.
Ecco perché la definizione di “lavoro” data alla prostituzione dallo Stato, è una sciagurata ipotesi di svalutazione e oltraggio del corpo e del simbolico femminile.


Tocca dunque a noi elettrici dire a voce forte e chiara che non vogliamo che lo Stato riconosca a nessun livello ed in nessun modo il cosiddetto “mestiere di prostituta” e che non possiamo permettere che ci passi sulla testa lo scempio di questo improponibile, inaccettabile, vergognoso riconoscimento!

Attenzione Noi non sosteniamo moralistiche limitazioni della libertà personale. Sorvoliamo, seppure con forti perplessità, sulle ipotesi di “sesso libero” cioè privo d’amore, o anche di qualsiasi coinvolgimento emotivo e affettivo, ma non possiamo certo sorvolare sul sesso a pagamento, emblema di distorsione e svilimento del rapporto uomo-donna.
(E non lasciamoci fuorviare dalla sbandierata prostituzione maschile usata per far passare il concetto che la prostituzione appartiene ad entrambi i sessi perché il 94%  della prostituzione è femminile e i prostituti uomini, o gigolò, non soltanto sono un fenomeno di nicchia (riservato alle rarissime donne facoltose che scimmiottano i maschi) ma è l’esatto opposto della prostituzione femminile.

Ebbene, come possiamo immaginare di combattere la violenza di genere (cioè maschile) sulle donne se non affrontiamo alla radice il problema della prostituzione?? Tocca a noi costruire una coscienza comune fra le donne dell’associazionismo femminile affinché la società riconosca la prostituzione per quello che è: stupro a pagamento, mortificazione profonda del corpo e dell’immagine delle donne, efferata e suprema violenza maschile, espressione e fondamento di tutte le forme patriarcali passate, presenti e future.

Lo scopo di questa lettera è quello di gettare le basi etiche, teoriche e pratiche
per l’eliminazione della prostituzione in tutte le sue forme.


Tale eliminazione si può attuare in sei fasi:

1) Promuovere studi giuridici ed etico-sociali volti ad una ristrutturazione del linguaggio che ridefinisca la prostituzione come stupro a pagamento, e dia evidenza al danno materiale e simbolico che infligge a tutto il genere femminile.

2) Allestire un disegno di legge che valga da disincentivo alla domanda di sesso a pagamento, con multe per il “cliente”     (stupratore) che andranno a costituire un fondo per il sostegno sociale e la formazione professionale delle donne che     vogliono uscire dalla prostituzione. La legge deve prevedere pene e sanzioni per i recidivi, ma deve anche essere supportata da considerazioni etiche sulla dignità della persona, sia maschile che femminile, di inviolabilità e non mercificazione dell'essere umano. Sono nove milioni i clienti italiani delle prostitute, nove milioni di mariti, figli, padri, fratelli, spesso insospettabili. Vogliamo porre fine a questa grande ipocrisia sulla “famiglia”? Sappiamo che grande è lo scetticismo sull’efficacia di una legge di questo tipo, ma una legge è il simbolo di una volontà politica e a volte è l'ultima spiaggia per chi non conosce leggi di altro genere.

3) Avviare una controcultura dello stupro, veicolata tramite la scuola e i mezzi d’informazione di massa, servizi, spot  televisivi, e quant’altro.

4) Promuovere uno studio sulla condizione e sulla psicologia femminile rispetto al tema: che cosa rende le donne inclini all'abnegazione e alla sopportazione di umiliazioni e tradimenti? che cosa le induce a cedere la propria immagine-corpo? l'ignoranza, la debolezza fisica, economica, simbolica? Andare alla radice del fenomeno prostituzione, studiare le componenti culturali, storiche, religiose, economiche e di costume che stanno alla base della condizione  femminile e della sessualità maschile e che ne sono il fondamento. Spedire i risultati delle ricerche alle associazioni femminili, alle riviste femminili, alle commissioni di p.o. ecc.....

5) Promuovere uno studio della sessualità maschile: perché è così violenta e invasiva? Esiste una componente culturale aberrante della sessualità maschile, talché il concetto stesso di uomo-non uomo viaggia sul binario potente-impotente, e il concetto di potenza sessuale è assimilato a quello di stupro. E allora, per quale diabolico motivo questa "cultura", che è all'origine di tutti mali dell’umanità, non dev’essere smascherata? L’istinto bestiale non è invincibile. Invitiamo gli uomini a prendersi cura dei loro figli, ad essere padri non nel senso biblico del termine, né padri spirituali né padri nel senso di ricoprire una carica istituzionale, ma padri nel lavoro di cura e di crescita dei figli.

6) Organizzare convegni nazionali sul tema promossi e sponsorizzati dalle istituzioni: Comuni, Province, Regioni, Ministeri. Convegni dove non si pesti e si ripesti l’ormai vecchio argomento su chi è costretta a prostituirsi e chi esercita per “libera scelta”, bensì sui motivi profondi della domanda di prostituzione, e su come estinguerli affinché si autoestingua il mercato.

La potenza del diavolo, il timore che esso incute è dovuto all'aureola di oscurità e di mistero che lo circonda. L'associazione sessualità maschile-diavolo può far luce sui punti oscuri che ancora dilaniano il nostro pensiero e il nostro pianeta. L'umanità non è ancora pronta per questo? Lo sarà mai? Qualcuno avrà mai il coraggio di chiedere conto alle grandi religioni dei loro duemila anni di governo sulle coscienze?

Ogni donna dovrebbe avere coscienza e conoscenza storica del proprio genere, un punto di riferimento del proprio genere al di fuori di sé, universale; un simbolo che le dà forza  necessaria ad avere stima di sé e delle altre donne. Perché la stima di sé può venire solo dalla stima del proprio genere e non a prezzo di vane lotte titaniche di poche elette.

A questo scopo si deve riscrivere la Storia secondo l’ottica femminile. Non la solita storia di mogli, vedove, figlie e madri di personaggi importanti, ma la Storia della grande massa delle donne quotidianamente alle prese con le voglie maschili e con la loro inestinguibile e non più tollerabile volontà di potere e di dominio, su tutto: cose, animali, persone, e il cielo e la terra e tutto l’esistente.

Tamara Di Davide  (pseudonimo e nome di lotta) scrittrice

Inviare adesioni e suggerimenti a comitatoetico@tin.it

postato da: lunadonna alle ore 19:40 | link | commenti
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Segnaliamo dal Centro Margaret Fuller di Pescara

  
 
Ecco i prossimi tre appuntamenti:
 
1) un incontro al caffè letterario, giovedì 28 febbraio alle 17.30  per decidere come (chi ne ha voglia) aderire a un sit-in 
2) sit-in  in piazza il giorno 8 marzo per parlare ancora una volta di 194 e dintorni.
3) Venerdì 14 marzo, alle 17, alla libreria Book e Wine: presentazione dell’ultimo numero di Leggendaria che è tutto dedicato alla politica. Ci saranno: la  direttora Anna Maria Crispino, Nadia Tarantini, Letzia Paolozzi e Franca Chiaromonte. Il titolo di Leggendaria è “Di che cosa parliamo quando parliamo di politica?”
 
Per chi volesse saperne di più:
Quest’anno il Fuller compie 20 anni e tante sono le possibili idee su cui lavorare. Se ne avete una, potete mandare una email a mail@centrodonnemargaretfuller.it
postato da: lunadonna alle ore 19:31 | link | commenti
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LA SCENA DELLE DONNE

La Compagnia di Arti e Mestieri vi invita alla nuova edizione de
LA SCENA DELLE DONNE  2008 3^ edizione
marzo - maggio 2008

spettacoli e incontri

Le donne si rappresentano a partire da sé.
Attrici, artiste, donne impegnate nei vari campi dell’agire e dell’arte sono da sempre presenti ed attive ma spesso manca loro la scena pubblica. La rappresentazione delle donne ad opera di se stesse, del proprio linguaggio, pensiero e parola è indispensabile perché le donne possano riconoscersi, definirsi, creare l’immaginario collettivo arricchendo la scena del mondo della propria differenza.
La scena delle donne, oltre al filmato di apertura e agli spettacoli, dà avvio quest'anno ad un percorso sull'educazione al pensiero della differenza, rivolto in particolare alle scuole. Si affiancherà agli incontri un convegno per riflettere sull'arte e il pensiero delle donne con il coinvolgimento di artiste ed intellettuali italiane e straniere.

M A R Z O
Pordenone
Martedì 4 MARZO
ore 16.00 -
Aula Magna- Centro Studi
Sala Grande – Cinemazero

VIAGGIO NEL '900 DELLE DONNE : UNA STORIA POLITICA
a cura dell'UDI Romana- La Goccia
con il sostegno della regione Friuli Venezia Giulia

Il festival apre il sipario con un documentario sul percorso storico del movimento delle donne lungo più di un secolo che ci ricorda che per fortuna non si parte da zero , ma molta strada è stata fatta e il cammino delle donne continua con un ricco bagaglio di esperienze , consapevolezze e strategie già acquisite.

Presentazione di Renata Brovedani e Santina Zannier Presidente e Vicepresidente della Commissione Pari Opportunità del FVG ,  Chiara Tamagnini e Bruna Braidotti .
A seguire proiezione del documentario con introduzione di Elena Beltrame

Ingresso libero

Maniago
Martedì 4 marzo
ore 21.00
Teatro Comunale G. Verdi
ITALIA
con Bruna Braidotti e Bianca Manzari

Lo spettacolo segue il filo dei ricordi di Italia, una donna anziana che racconta alla figlia le vicessitudini vissute da giovane  insieme alla sorella Margherita. Dal fascismo ai giorni nostri, si delinea la storia dell’Italia secondo la particolare visione di due giovani ragazze friulane che   sono andate proprio negli anni della guerra a lavorare a Milano come cameriere. Si susseguono nei ricordi e rivivono sulla scena fatti e vicende che si svolgono fra Milano, il lago di Iseo ed il Friuli durante l’occupazione dei tedeschi e la resistenza. Il voto conclude i ricordi di questo passato epico e segna la svolta . Dopo, il mondo è cambiato.  Chi raccoglie sorpresa questa testimonianza è la figlia di Italia che, come molte delle generazioni nate nel dopoguerra, non ha ricevuto la memoria della storia dei suoi genitori.

"Italia" è uno dei testi vincitori del concorso nazionale "DONNE E TEATRO" premio Roma 2007 di scrittura drammaturgica femminile con la motivazione “Testo che felicemente ripercorre momenti della storia italiana con sapiente organizzazione teatrale del materiale storico e linguistico. Notevole e raro esempio di teatro civile osservato con occhio femminile”

Repliche dello spettacolo
Venerdì 7 marzo - Pordenone - ore 10.30 per le scuole - Auditorium Concordia
Venerdì 7 marzo - Ruda (Go) ore 21.00
Sabato 8 marzo - San Daniele Del Friuli (Ud) Auditorium alla Fratta ore 20.45
Venerdì 14 marzo - Volpago del Montello (Tv) ore 20.45 -

 
Pordenone
Venerdì 7 marzo
ore 20.45
Auditorum Concordia
AMAZZONI
con Silvia Priori e Silvia Sartorio

Eccole le donne d' oggi, prigioniere di una solitudine silenziosa, di monotoni riti quotidiani, possedute da un desiderio di fuga che incomincia dai sogni. Due di loro salgono sul palcoscenico e urlano la voglia di cambiare, di sciogliere i ghiacci dei loro cuori in inverno, inventano un'amicizia e distruggono ogni antico legaccio, libere e di nuovo consapevoli del proprio Io. Sono le " Amazzoni " del nuovo millennio: Carlotta, fruttivendola e Amelia, impiegata alle Poste che la solitudine spinge alla conoscenza, allo scambio di sensazioni ed emozioni. Donne sull'orlo di una crisi di identità che in una particolarissima "due giorni" decidono di fare i conti con se stesse e con la vita che conducono, stanca, sempre uguale, vuota. Si trovano così a tirar fuori i bisogni e i desideri più profondi mai svelati e capiscono l'importanza della libertà di sé scoprono una volontà rinnovata, guardando il mondo con occhi diversi, rivolgendo anche alle più insignificanti azioni quotidiane uno sguardo più vivo aprendosi al mondo in un finale vorticoso e spettacolare.
Un volo finale, simbolo dell' essere liberi senza fuga e senza denuncia.

Ingresso: 10,00 €

 
BRUGNERA
Sabato 8 MARZO
ore 19.45
Hotel CA' BRUGNERA
CHI PUO' MAI DIRLO
con Katia Morales

Un divano, un telefono, una donna. Il suo salotto. Ed e' in questo salotto che in maniera esilarante questa donna cerca di capire il perchè del suo fallimento con gli uomini.
Cerca di capire gli uomini!  Lei e' sicura che prima o poi un uomo si innamorerà. Non e' certa che si innamorera' ..di Lei! Perche' "Lei" diciamo cosi, ha una "piccola malattia"
Perche' "Lei" in piu' ha anche tanta dignita' Perche' "Lei"..........chipuomaidirlo!!

 
a seguire CENA presso il Ristorante Al Campiello Hotel Ca' Brugnera

Prenotazioni:
Hotel Ca' Brugnera tel. 0434-613232
Compagnia di Arti & Mestieri tel. 043440115-3400718557
Costo spettacolo+cena € 37,00 a persona

Pordenone
Domenica 9 MARZO
ore 20.45
Deposito Giordani
ALLEGRA MA NON TROPPO
con Laura De Marchi

Una vetrina di personaggi femminili. Donne “normali” che si raccontano.
Ma di questa loro apparente normalità, lo spettacolo prende di mira, di volta in volta, un elemento, un particolare, un segno; lo isola, lo ingrandisce, lo esaspera ed ecco che scaturisce la follia, la comicità, il grottesco. Personaggi teneri, né perdenti né vincenti, semplicemente fuori gioco, fuori dal gioco della competizione a tutti i costi, persi nel gioco di sopravvivere a loro stessi. Una forma di drammaturgia nuova che ha come obiettivo, quello di far convivere la scrittura teatrale con gli aspetti più genuini e sanguigni del cabaret, passando per le pause imprevedibili, tragiche ed esilaranti, ma sempre sul filo del flop, del clown.


M A G G I O

CORSO PER UN’EDUCAZIONE DI GENERE

SACILE
Lunedì 5 Maggio
ore 17.00
Ex Chiesa S.Gregorio
“IL PENSIERO DELLA DIFFERENZA:
la necessità di partire da sé donna”

SACILE
Martedì 7 Maggio
ore 17.00
Ex Chiesa S.Gregorio
LA PRATICA DELLA DIFFERENZA TRA PUBBLICO E PRIVATO :
un esperienza didattica
 docente
Chiara Tamagnini

Sono in atto in Italia già in diverse scuole, progetti sperimentali educativi che hanno come obiettivo di rendere consapevoli gli studenti e le studentesse delle differenze di genere nel linguaggio e nella cultura facendo riferimento ai saperi delle donne in tutti i campi della conoscenza.
La cultura delle donne è soprattutto assente nelle agenzie educative, in cui dal linguaggio alla storia ed alla letteratura ed agli altri saperi, le donne compaiono pochissimo. Anche il linguaggio ed i comportamenti non vengono analizzati per individuarne gli aspetti sessisti. La scuola invece dovrebbe incominciare a porsi il problema della riconoscibilità culturale delle donne a partire da sé..
Gli incontri sono rivolti soprattutto alle insegnanti ma non solo. L’obiettivo è quello di sensibilizzare le donne che hanno ruoli educativi e formativi verso la cultura di genere, affinché si facciano portatrici a loro volta presso le nuove generazioni di donne della cultura delle donne.

 Ingresso libero

Informazioni e prenotazioni agli spettacoli ed agli incontri:
043440115 - 3400718557 info@scenadelledonne.it - www.scenadelledonne.it


Antonella Zava- Organizzazione
Compagnia di Arti & Mestieri
via San Valentino, 11 33170 Pordenone
tel. 043440115-3400718557 fax. 0434538673
info@compagniadiartiemestieri.it www.compagniadiartiemestieri.it

postato da: lunadonna alle ore 19:02 | link | commenti
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sabato, 23 febbraio 2008

Marcal

Università delle donne e  Gruppo Soggettività lesbica
presentano

venerdì 29 febbraio 2008 ore 18.30
Spazio Unione femminile, corso di Porta Nuova 32, Milano

due libri di Maria Mercè Marçal pubblicati delle edizioni Tufani, il romanzo La passione secondo Renée Vivien e la raccolta di poesie Disgelo- Deslaç. Ne parlano Adriana Perrotta Rabissi e Nicoletta Buonapace. Sarà presente l’editrice

MARIA MERCĖ MARÇAL - La passione secondo Renée Vivien: Renée Vivien – poeta, ribelle, Saffo ‘900 – viene prendendo corpo attraverso la visione che hanno altri di lei, o forse sarebbe meglio dire: che danno di lei. La sceneggiatrice Sara T. ne segue le tracce a Parigi, nelle biblioteche e nei musei. Il quadro che ne esce è di una poeta femminista ante-litteram, di una sensibilità estrema, che visse alla mercé della passione per Natalie Clifford-Barney, detta l’amazzone. Vita e letteratura si mescolano in Renée Vivien.

MARIA MERCĖ MARÇAL - Disgelo - Deslaç: Nell’incipit del suo primo libro, Cau de llunes, Maria Mercè Marçal ringraziava la sorte di tre doni: essere nata donna, di classe sociale umile e di nazione oppressa. Tre doni che la scrittrice rivendicava e che ispireranno sia la sua produzione poetica e letteraria che la sua azione di promozione della cultura e della lingua catalana.

postato da: lunadonna alle ore 11:21 | link | commenti
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